Nuove regole UE, stop alla distruzione degli invenduti tessili: l’impatto sul sistema moda
Il recente Regolamento europeo sull’ecodesign per i prodotti sostenibili (ESPR), entrato in vigore nel 2024, segna un passaggio chiave nella transizione verso modelli produttivi più circolari, trasparenti e tracciabili lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti.
Tra le misure con maggiore impatto per il sistema moda spicca il divieto di distruzione dei prodotti tessili e delle calzature invenduti, costringendo soprattutto il lusso a ripensare produzione, distribuzione e gestione dei resi.
Per il settore moda, e in particolare per il segmento luxury, l’impatto sarà profondo: comporterà infatti non solo cambiamenti contrattuali e organizzativi ma anche una maggiore attenzione alla governance e alla credibilità ESG.
Secondo Luminita Naca, intervistata sul tema da Luxury&Finance, “con l’ESPR la gestione dell’invenduto tessile diventa un presidio di governance. Il ‘non distruggere’ vorrà dire strutturare processi, dati e responsabilità coerenti con ciò che l’impresa dichiara all’esterno. Nel segmento luxury, dove valore del brand e posizionamento reputazionale sono centrali, la trasparenza sull’invenduto può trasformarsi in una vera cartina di tornasole della credibilità ESG: la narrativa sulla circolarità dovrà trovare riscontro in policy, KPI e tracciabilità.”
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