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Terzo settore italiano: un comparto da 80 miliardi pronto al cambiamento


Data di pubblicazione Aprile 29, 2025

Dal 1° gennaio 2026 si apre una nuova fase per gli Enti del Terzo Settore (ETS): con il via libera della Commissione Europea al Codice del Terzo Settore, termina la lunga transizione iniziata nel 2017.
Spariscono le Onlus, arrivano strumenti innovativi come i “titoli di solidarietà” a fiscalità agevolata.

L’obiettivo? Rafforzare trasparenza, sostenibilità economica e attrazione di investimenti sociali.

📊 Uno sguardo ai numeri:
– 360.061 enti non profit attivi in Italia al 2022
– 919.431 dipendenti (+2,9% rispetto al 2021)
– Valore economico: circa 80 miliardi di euro (5% del PIL)
– 126.000 enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) a inizio 2024
🏛️ Focus settoriale:
– 34% degli enti opera nello sport
– Forza lavoro concentrata in assistenza sociale, istruzione, sviluppo economico e sanità
– Cooperative sociali (solo 4,1% degli enti) occupano oltre la metà dei lavoratori del comparto
💡 Innovazione e crescita:
– Crescono fondazioni e progetti di innovazione sociale
– Aumentano gli enti nel Sud Italia (+3,7% in Campania, +3,3% in Calabria)
– In evoluzione le modalità di finanziamento: fondi pubblici, privati e misti, con un uso crescente di strumenti come il Social Bonus, il Fondo di Garanzia e la Coprogettazione.
Il Terzo Settore si conferma non solo un pilastro sociale e culturale, ma anche una vera e propria “quarta economia” del Paese.
E da oggi, con un quadro normativo più chiaro e strumenti più moderni, è pronto a rafforzare ancora di più il proprio impatto.

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